
Le agevolazioni fiscali e sociali riservate dalla Francia agli impatriati
La Francia si distingue sulla scena internazionale per regimi fiscali e sociali attrattivi, pensati per incoraggiare l’arrivo di impatriati, ossia persone che trasferiscono la loro residenza fiscale in Francia per viverci e lavorare.
Introduzione
La Francia si distingue sulla scena internazionale per regimi fiscali e sociali attrattivi, pensati per favorire l’arrivo degli impatriati, ossia persone che trasferiscono la loro residenza fiscale in Francia per viverci e lavorare.
Presso TaxLhab, abbiamo già dedicato un articolo dettagliato al regime fiscale per gli impatriati, che permette, in determinate condizioni, di beneficiare di un’esenzione dall’imposta sul reddito relativa al premio di impatrio, alla quota di remunerazione collegata ai giorni di lavoro svolti fuori dalla Francia, nonché di un’esenzione del 50% su determinati redditi passivi e plusvalenze di fonte estera. Per maggiori informazioni, vi invitiamo a leggere la nostra analisi completa qui.
In questo articolo, mettiamo in evidenza altri strumenti fiscali e sociali che favoriscono l’insediamento in Francia:
- l’esenzione dall’imposta sul patrimonio immobiliare per beni e diritti situati all’estero;
- la dispensa temporanea dall’affiliazione obbligatoria al regime previdenziale di vecchiaia;
- la deduzione dei contributi versati a un regime di sicurezza sociale estero;
- l’esenzione dalla tassa sui salari.
1. Esenzione dall’Imposta sul Patrimonio Immobiliare (IFI)
I nuovi residenti fiscali in Francia, siano essi stranieri o cittadini francesi di ritorno, beneficiano di un’esenzione dall’IFI per i beni e i diritti immobiliari situati all’estero. Questo vantaggio si applica se tali contribuenti non sono stati residenti fiscali in Francia nei cinque anni precedenti il loro trasferimento.
Questo regime si applica per ciascun anno in cui il contribuente mantiene il proprio domicilio fiscale in Francia, fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il domicilio fiscale è stato stabilito in Francia. Oltre questo periodo, l’impatriato è soggetto all’IFI alle stesse condizioni degli altri residenti francesi.
Ambito di applicazione dell’IFI
L’imposta sul patrimonio immobiliare si applica ai contribuenti che detengono un patrimonio immobiliare netto tassabile superiore a 1,3 milioni di euro. La base imponibile include beni e diritti immobiliari, al netto di deduzioni come i prestiti contratti per l’acquisto degli stessi. L’IFI è calcolata secondo una scala progressiva, con aliquote che vanno dallo **0,5% all’1,5%** per i patrimoni più elevati.
Esempio
Prendiamo il caso di un individuo che trasferisce la propria residenza fiscale in Francia per la prima volta. Questa persona possiede un immobile situato in Germania del valore di 2 milioni di euro e acquista un appartamento a Parigi del valore di 1,5 milioni di euro. Per finanziare questo acquisto, contrae un prestito di 1 milione di euro.
In questo caso specifico:
- i beni immobili situati all’estero (l’immobile in Germania) sono esclusi dalla base imponibile per i primi cinque anni successivi all’insediamento in Francia;
- solo l’appartamento a Parigi rientra nella base imponibile, per un valore netto di 500.000 € (1,5 milioni € – 1 milione € di prestito).
Poiché la base netta imponibile è inferiore alla soglia di 1,3 milioni di euro, questa persona non è soggetta all’IFI (per il periodo di validità dell’esenzione).
2. Dispensa temporanea dall’affiliazione obbligatoria all’assicurazione di vecchiaia
I lavoratori dipendenti chiamati dall’estero per svolgere un impiego in Francia possono beneficiare, a determinate condizioni, di un’esenzione dalle contribuzioni all’assicurazione di vecchiaia di base e complementare per un periodo di tre anni, rinnovabile una volta. L’esenzione riguarda sia la quota a carico del dipendente sia quella a carico del datore di lavoro. Tuttavia, il periodo coperto dall’esenzione non dà diritto a prestazioni da parte di alcun regime francese di assicurazione di vecchiaia.
Ambito di applicazione
Secondo le istruzioni dell’amministrazione francese, i beneficiari della dispensa temporanea sono lavoratori dipendenti e assimilati:
- «che provengono dall’estero per esercitare, a titolo temporaneo, un’attività professionale sul territorio francese;
- e che, per tale motivo, sono affiliati obbligatoriamente a un regime francese di sicurezza sociale […]».
La condizione relativa all’esercizio di un’attività temporanea non è prevista dalla legge (articolo L. 767-2 del Code de la sécurité sociale - CSS). Di conseguenza, secondo il nostro punto di vista, la dispensa temporanea dovrebbe applicarsi anche ai lavoratori assunti a tempo indeterminato, in coerenza con il regime fiscale degli impatriati (articolo 155 B del Code général des impôts - CGI).
Condizioni
Per beneficiare della dispensa temporanea, il lavoratore:
- non deve essere stato affiliato, nei cinque anni civili precedenti l’assunzione in Francia, a un regime francese obbligatorio di assicurazione di vecchiaia (eccetto per attività accessorie, stagionali o studentesche);
- deve giustificare il versamento di un contributo minimo annuale di 20.000 € a titolo di un’assicurazione di vecchiaia che garantisca diritti effettivi alla pensione. Tale contributo può riferirsi a:
a) un sistema pensionistico di uno Stato terzo; oppure
b) prodotti assicurativi privati o pubblici, individuali o collettivi, in Francia o all’estero, sottoscritti dal lavoratore o dal suo datore di lavoro.
Il prodotto assicurativo privato deve:
- avere come scopo la concessione di una rendita o di un capitale al momento della cessazione definitiva dell’attività;
- non consentire una liquidazione anticipata non legata al pensionamento, salvo eccezioni definite dalla legge PACTE.
Richiesta di dispensa dall’affiliazione
La richiesta di dispensa deve essere presentata tramite un modulo definito dal decreto del 27 giugno 2019:
- compilato dal rappresentante legale del datore di lavoro che accoglie il lavoratore in Francia, con timbro e firma dell’azienda;
- firmato anche dal lavoratore.
La richiesta deve essere inviata all’URSSAF almeno 60 giorni prima della presa di servizio del lavoratore. In caso di ritardo:
- il datore di lavoro e il lavoratore devono rispettare gli obblighi contributivi;
- il datore di lavoro può richiedere un rimborso delle contribuzioni fino alla notifica dell’accordo di dispensa da parte dell’URSSAF.
La dispensa può essere revocata prima della fine del periodo di tre anni in caso di cessazione dell’attività o trasferimento del lavoratore presso un’altra azienda.
3. Deduzione dei contributi versati a un regime di sicurezza sociale estero
Alcuni impatriati possono mantenere l’affiliazione al regime di sicurezza sociale del proprio Stato d’origine, in virtù dei regolamenti europei sull’unicità della legislazione applicabile in materia di sicurezza sociale, in particolare i Regolamenti (CE) n°883/2004 e (CE) n°987/2009. Questa possibilità si applica anche nell’ambito dell’Accordo di commercio e cooperazione tra l’Unione Europea e il Regno Unito, firmato il 30 dicembre 2020.
In questo contesto, gli impatriati interessati non sono soggetti ai contributi sociali in Francia e, di conseguenza, non rientrano nel regime descritto al paragrafo 2.
Tuttavia, tali persone beneficiano di un significativo vantaggio fiscale: possono dedurre dal proprio reddito imponibile i contributi versati a regimi di sicurezza sociale legali, a regimi pensionistici integrativi o a regimi di previdenza complementare (obbligatori o facoltativi) durante il loro distacco in Francia. Questa deduzione, prevista dagli articoli 83, 1°-0 bis e 2°-0 ter del Code général des impôts (CGI), consente di ridurre la base imponibile per l’imposta sul reddito, alleggerendo in modo sostanziale l’onere fiscale.
Il distacco e le convenzioni bilaterali
Il distacco è una soluzione prevista anche dalle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dalla Francia con Stati e territori al di fuori dell’Unione Europea, tra cui:
- Africa: Algeria, Benin, Camerun, Capo Verde, Costa d'Avorio, Gabon, Madagascar, Mali, Marocco, Mauritania, Niger, Senegal, Togo, Tunisia;
- America: Argentina, Brasile, Canada, Cile, Stati Uniti, Québec, Uruguay;
- Asia e Oceania: Corea, Filippine, Israele, Giappone, Nuova Caledonia, Polinesia Francese;
- Europa e altri territori: Andorra, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Monaco, Montenegro, Serbia, Turchia, Mayotte, Saint-Pierre-et-Miquelon, San Marino, Jersey, Guernsey, Isola di Man (convenzione franco-britannica del 1956).
Analisi delle convenzioni bilaterali
Un’analisi approfondita di ogni convenzione è essenziale per identificare eventuali ambiti della protezione sociale non coperti dagli accordi. Queste lacune potrebbero comportare l’obbligo di versare contributi in Francia, anche in caso di distacco.
4. Esenzione dalla tassa sui salari
Esenzione della tassa sui salari per la premia di impatriamento: un ulteriore vantaggio per attrarre talenti internazionali
In un contesto di forte competitività per attrarre talenti a livello internazionale, il regime di impatriamento offre ai datori di lavoro francesi uno strumento fiscale di grande rilevanza. Tra i suoi vantaggi figura l’esenzione parziale dalla tassa sui salari per le premi di impatriamento, che rappresenta un'opportunità concreta per ottimizzare i costi del lavoro e rendere la Francia più attraente per i profili qualificati.
Una misura regolata dal Code général des impôts
L’articolo 231 bis Q del Code général des impôts (CGI) stabilisce che gli elementi di remunerazione indicati al 1 del I dell’articolo 155 B del CGI, direttamente collegati alla situazione di impatrio o, su opzione, fissati forfettariamente al 30% della remunerazione, sono esenti dalla tassa sui salari.
Questa esenzione si applica esclusivamente ai lavoratori impatriati che hanno assunto le loro funzioni in Francia a partire dal 6 luglio 2016, a condizione che rispettino i requisiti di domicilio fiscale e di durata previsti dallo stesso articolo 155 B del CGI.
Opzione per il forfait del 30%
Per i dipendenti che optano per il forfait del 30%, il datore di lavoro beneficia di una sostanziale riduzione della base imponibile per il calcolo della tassa sui salari.
5. Attirare i talenti internazionali
In sintesi, i regimi fiscali e sociali favorevoli per gli impatriati, sebbene tecnici, rappresentano potenti leve strategiche per attrarre e fidelizzare i talenti internazionali.
Per approfondire le vostre conoscenze sui regimi di impatriamento e sulla loro applicazione nella vostra azienda, contattate TaxLhab all’indirizzo: contact@taxlhab.com. Il nostro team vi offre un supporto personalizzato e pedagogico, adattato alle vostre esigenze.